In Italia, l’ISTAT, relativamente all’anno 2021, rileva che, nella popolazione adulta, la quota di sovrappeso è pari al 36,1% (maschi 43,9%, femmine 28,8%), mentre gli obesi sono l’11,5% (maschi 12,3%, femmine 10,8%), evidenziando un trend in costante crescita. Complessivamente, quindi, in Italia si possono stimare in circa 4 milioni le persone adulte obese.
OBESITA' e SINDROME METABOLICA
Da tutto questo si deduce l’importanza cruciale sia della prevenzione che del trattamento dell’obesità. In primo luogo è opportuno identificare il tipo specifico di obesità e quelle che possono essere le sue cause ( genetica, alimentazione scorretta, vita sedentaria, disturbi ormonali, effetti collaterali di altre terapie farmacologiche etc etc…).
Bisogna scegliere il trattamento più appropriato che, oltre a prevedere una corretta alimentazione, un corretto stile di vita, una corretta attività fisica, deve essere mirato a risolvere la causa specifica che ha portato all’obesità.
In supporto a tutto questo, negli ultimi anni e tutt’ora in corso, sono stati sviluppati dei farmaci che aiutano a perdere peso, i cosiddetti GLP1 receptor agonist ( Semaglutide – WEGOVY, Liraglutide – SAXENDA, ed in arrivo Tirzepatide – MOUNJARO). Questi, già da tempo utilizzati anche nella malattia diabetica per la gestione della glicemia, riducono il senso di fame agendo sia a livello intestinale, sia a livello del sistema nervoso centrale, aiutando quindi il paziente a seguire meglio quelle che sono le indicazioni dietetiche.
Inoltre, nel paziente diabetico, hanno dimostrato una maggiore protezione sia cardiaca che renale. Come tutti i farmaci, però, possono avere, seppur pochi, degli effetti collaterali. Quindi, la scelta del loro utilizzo, deve essere sempre ben ponderata sul singolo paziente in base a quelle che sono le sue caratteristiche clinico-anamnestiche, assicurandosi che non ci siano delle controindicazioni ed informando sempre il paziente dei possibili effetti collaterali.
La Visita Specialistica per obesità
La prima visita consiste in un colloquio con la raccolta di:
- Anamnesi Patologica Prossima, Remota e Familiare
- Informazioni sulle abitudini alimentari e storia del peso
- Informazionisullo stile di vita
- Informazioni sull’ attività fisica
Si passa all’Esame Obiettivo ( visita) , alla prescrizioni di indagini ematologiche ed ( eventualmente) strumentali per l’individuazione sia di eventuali cause che hanno portato il paziente all’Obesità, sia degli eventuali danni che l’obesità può aver già causato all’organismo fino a quel momento (screening della malattia diabetica, ipertensione, steatosi epatica, problemi cardiologici , vascolari sia arteriosi che venosi, etc etc…)
Si giunge poi alla definizione di una strategia terapeutica (che parte sempre dalla alimentazione e dallo stile di vita, fino alla eventuale terapia farmacologica) grazie anche alla eventuale collaborazione con nutrizionisti di riferimento ed eventualmente esperti della attività motoria.
Sindrome Metabolica
La sindrome metabolica è un insieme di condizioni che aumentano il rischio di malattie cardiache, ictus e diabete di tipo 2. Queste condizioni includono ipertensione, iperglicemia, eccesso di grasso corporeo intorno alla vita e livelli anomali di colesterolo o trigliceridi. La sindrome metabolica è fortemente associata all’obesità e alla mancanza di attività fisica. La diagnosi si basa sulla presenza di almeno tre dei seguenti fattori: circonferenza vita aumentata, elevati livelli di trigliceridi, bassi livelli di colesterolo HDL, pressione arteriosa alta e glicemia a digiuno elevata. La gestione della sindrome metabolica si concentra su cambiamenti dello stile di vita, come una dieta sana e l’esercizio fisico, e può includere farmaci per controllare i singoli componenti della sindrome. La prevenzione e il trattamento precoce sono cruciali per ridurre il rischio di complicazioni cardiovascolari e metaboliche.
Insulino-Resistenza
L’insulino-resistenza è una condizione in cui le cellule del corpo non rispondono adeguatamente all’insulina, un ormone prodotto dal pancreas che regola i livelli di glucosio nel sangue. Quando le cellule muscolari, adipose e epatiche diventano resistenti all’insulina, il glucosio non può essere assorbito efficacemente, portando a livelli elevati di zucchero nel sangue. Questa condizione è un precursore comune del diabete di tipo 2 e della sindrome metabolica. I fattori di rischio includono l’obesità, soprattutto l’accumulo di grasso viscerale, una dieta ricca di zuccheri e grassi saturi, e uno stile di vita sedentario. La diagnosi si basa su test che misurano i livelli di glucosio e insulina nel sangue, come il test di tolleranza al glucosio e l’HOMA-IR (Homeostasis Model Assessment of Insulin Resistance). La gestione dell’insulino-resistenza comprende modifiche dello stile di vita, come una dieta equilibrata e l’esercizio fisico regolare, oltre all’uso eventuale di farmaci per migliorare la sensibilità all’insulina.